Albo PVR 2026: proroga al 24 Settembre e cosa cambia davvero

L’Albo PVR è in proroga, non è stato cancellato né archiviato.
Il percorso normativo prosegue e, con il rinvio dell’udienza di merito al 24 settembre, il tema resta pienamente aperto anche nel 2026.

Il nuovo bando, che ha individuato i 52 concessionari autorizzati alla raccolta, ha confermato l’Albo PVR come elemento centrale della riforma.
Proprio per questo, nonostante i ricorsi in corso, il Consiglio di Stato ha scelto di rinviare ancora la decisione di merito, mantenendo in vita il regime di proroga in attesa di un inquadramento definitivo.

In questa fase è possibile continuare a esercitare come PVR, ma si parla di proroga dei tempi decisionali, non di superamento o annullamento dell’Albo.
Il Consiglio ha infatti richiesto ulteriori approfondimenti prima di esprimersi in modo definitivo.
Il tema si collega direttamente al dibattito sul nuovo inquadramento dei PVR.

L’Albo PVR non è stato abolito e non è un tema superato.
Il Consiglio di Stato ha richiesto ulteriori chiarimenti prima di pronunciarsi definitivamente sull’obbligo di iscrizione all’Albo PVR, rendendo necessaria una nuova udienza pubblica dopo gli approfondimenti dell’Agenzia delle Dogane e degli operatori di gioco.

Lo scenario resta in evoluzione e questo articolo verrà aggiornato non appena scatterà l’obbligo di iscrizione all’Albo PVR o saranno pubblicati i dettagli operativi ufficiali sulla procedura.

Aggiornamento – PVR Udienza Consiglio di Stato dell’11 Dicembre 2025

Si è conclusa l’udienza di merito davanti al Consiglio di Stato sulla legittimità dell’Albo PVR e sulle misure collegate, come il limite dei 100 euro settimanali e l’operatività dei punti vendita dopo la fine della proroga tecnica dei concessionari.

Un appuntamento atteso da tutto il settore, seguito da vicino anche da PVR.bet e da tanti gestori che da mesi cercano risposte chiare per capire come muoversi e come proteggere le proprie attività.
Vediamo, punto per punto, come si è sviluppata la discussione in aula e cosa è emerso.

1. La disciplina dell’Albo PVR è sotto esame completo

I magistrati hanno spiegato che il contenzioso è molto ampio e riguarda l’intera disciplina, non singoli atti o singole sanzioni. L’obiettivo del Collegio che è emerso dall’udienza è capire quale sia il quadro giuridico esatto entro cui l’Albo può essere applicato.
Nel confronto è emerso un punto richiamato anche dalla difesa di alcuni concessionari: le regole devono essere chiare, non rigide o preconcettuali, e soprattutto non devono creare rischi per gli utenti.
Nota di PVR.bet: Come molti gestori segnalano da mesi, servono norme che non mettano in crisi le attività esistenti né il lavoro delle persone che ogni giorno operano come PVR.

2. Il punto critico: proroga finita e obblighi sospesi “a metà”

Durante l’udienza è stato ribadito che:

  • la proroga tecnica dei concessionari è terminata;
  • l’ADM ha sospeso l’Albo “di fatto”, ma non in modo totale;
  • molti PVR stanno comunque ricevendo sanzioni basate su una determina sospesa, con il rischio concreto di chiusura dopo tre contestazioni.

Questo è uno dei nodi più delicati che il Consiglio di Stato dovrà chiarire nelle prossime settimane.

E qui nasce la domanda che tanti gestori si fanno da mesi e che è uscita anche in aula:
come stanno operando oggi i PVR? siamo in una fase transitoria?
siamo davvero nella legalità piena se ci sono norme sospese da una parte e verbali dall’altra?
Verrà fatta una determina apposita per questo periodo, indipendentemente da cosa succederà all’Albo e da quando diventerà definitivo?

Sono tutte questioni rimaste aperte, ma che il Collegio ha riconosciuto come centrali per la categoria.

3. Corte costituzionale, Internet point e limiti ai PVR

La discussione in aula ha affrontato anche il tema della sentenza 104/2025 della Corte costituzionale. Secondo la difesa, questa sentenza rende incoerente il divieto sugli Internet point quando viene usato per giustificare i limiti imposti ai PVR.
Il punto sollevato è semplice: il PVR opera nel rispetto delle norme e dovrebbe tutelare il giocatore, non essere bloccato da regole nate per situazioni diverse.

È stato poi affrontato anche il tema dell’ordine pubblico, contestato dalla difesa come un “falso problema”, visto che i siti illegali sono già in blacklist ADM.
Nota PVR.bet: l’ordine pubblico, per legge, è gestito tramite le norme del TULPS. Queste norme non si applicano al PVR, ed è corretto così. Per noi, l’Albo dovrebbe dare una vera identità ai PVR, senza penalizzare.

Altro punto discusso: la misura dei 100 euro settimanali, definita più volte “ingiustificata e penalizzante”, sia per i PVR sia per l’erario.
Durante l’udienza è arrivata anche la conferma “di linea politica”: la maggioranza ha depositato un emendamento per alzare il limite da 5.000 a 10.000 euro.

Il quadro processuale è complesso

La situazione non è lineare e i giudici hanno chiesto maggiore “ordine concettuale”.
Oggi ci sono:

  • molti ricorsi paralleli;
  • cause non accorpate che generano confusione anche nei controlli;
  • posizioni dei ricorrenti che sono cambiate nel tempo;
  • verbali della Guardia di Finanza che riguardano tutto il 2025, con effetti retroattivi.

Come settore speriamo in una risposta il prima possibile, perché l’incertezza pesa sul lavoro quotidiano dei gestori.

Il Collegio deciderà se fissare una nuova udienza e, soprattutto, come inquadrare giuridicamente i PVR:
se come interesse soggettivo o come interesse oggettivo. Da questa scelta dipenderà tutta la decisione finale.

La pronuncia, attesa nelle prossime settimane, potrà incidere su:

  • l’obbligo o meno di iscrizione all’Albo PVR;
  • le sanzioni in corso;
  • il limite dei 100 euro settimanali;
  • la possibilità per gli Internet point di svolgere attività PVR (e, come sperano molti gestori, anche per altre attività prevalenti come già accadeva in passato);
  • il primo vero coordinamento con le nuove concessioni.

La vicenda, quindi, è ancora aperta.
L’articolo resta in aggiornamento.

Cosa cambia per gli operatori PVR nel 2026?

L’attuale sospensione ha creato un clima di incertezza normativa che continua ancora oggi. I PVR già attivi e collegati a concessioni in proroga tecnica non sono obbligati a iscriversi all’Albo PVR. Tuttavia, la situazione resta delicata.
Circola disinformazione: alcuni affermano che l’Albo PVR verrà abolito. Non è così.
L’obbligo è solo rinviato al 2026.

Fino ad allora, l’iscrizione all’Albo PVR resterà sospesa per chi opera in proroga.
Ma nessun operatore può permettersi di ignorare i requisiti richiesti: il rischio è di trovarsi fuori rete quando le nuove regole entreranno in vigore.

Chi è già attivo ha una finestra per adeguarsi, dotandosi di un’attività prevalente compatibile con l’iscrizione all’Albo PVR, come previsto dalle attuali linee guida
Ma chi si ferma o aspetta troppo, rischia grosso.
Chi si ferma rischia davvero di sparire.

PVR.bet, su questo scenario, continua a sostenere con forza una revisione della norma, affinché l’Albo sia davvero uno strumento a tutela della rete legale e sostenibile valorizzando il ruolo concreto dei PVR.
Non un blocco operativo.

Iscrizione Albo PVR: come funziona il pagamento?

L’Iscrizione Albo PVR è un obbligo previsto per tutti i Punti Vendita Ricarica, ma al momento resta sospesa fino all’udienza del Consiglio di Stato.

Già nella fase iniziale, molti operatori del settore hanno cercato di iscriversi, ma si sono trovati in difficoltà a causa dei tempi stretti e delle incertezze normative.
Molti esercenti hanno provato a iscriversi, ma tra tempi stretti e regole confuse, non è stato semplice.

La procedura di iscrizione Albo PVR prevede l’accesso al Portale Unico Dogane e Monopoli (PUDM), utilizzando l’identità digitale SPID.
Come testato nella fase prima della proroga, una volta all’interno, è necessario compilare la domanda di iscrizione PVR Albo. La quota annuale di 100 euro, necessaria per completare l’iscrizione all’Albo PVR, è stata recentemente resa autocertificabile, vista la difficoltà dell’ADM nel processare in tempo utile i pagamenti per completare la pratica, e stampare la targa identificativa che deve essere esposta nel locale.

Nessun concessionario vincitore del Bando potrà attivare un PVR che non sia iscritto all’Albo. L’obiettivo dell’iscrizione è garantire un maggiore controllo, sicurezza e trasparenza. 

Ma l’iscrizione all’Albo PVR è soggetta a regole precise: se la quota non viene pagata, se non si rispettano i requisiti, o se il rinnovo non avviene entro la scadenza del 31 dicembre di ogni anno, il PVR può essere cancellato dall’Albo, rischiando la sospensione delle proprie attività.

Ne abbiamo parlato tante volte nelle nostrre recensioni sui punti vendita ricaric, l’albo e la chiusura delle skin ha rivoluzionato il mercato .
Leggi le nostre recensioni sui Punti Vendita Ricarica:

Proroga Albo PVR iscrizione: pratica difficile per molti operatori

Prima ancora della proroga la procedura di iscrizione all’Albo PVR si è rivelata confusionaria e complessa per molti operatori, specialmente per chi non possiede il TULPS.
Proprio per queste difficoltà, alcuni concessionari hanno presentato ricorso

L’iscrizione all’Albo PVR è stata introdotta per regolamentare i punti vendita ricarica e garantire maggiore sicurezza e trasparenza in tutto il settore. Se è stato pensato con l’obiettivo chiaro di assicurare che ogni operatore del mercato delle scommesse on line sia in regola e rispetti le norme e trasparenza, oggi con le complicazioni legate all’iscrizione e le nuove regole sono una sfida per molti, specialmente per chi non ha il Tulps.

Secondo le disposizioni, i PVR devono possedere il TULPS per iscriversi all’Albo PVR e continuare a operare. L’obbligo di iscrizione è stato pensato per garantire il rispetto delle norme e la trasparenza nel settore. Attualmente come definito nella Circolare ADM maggio 2024 – Proroga scadenza Albo PVR al 6 dicembre 2024 poi come visto prorogato al 2026.

In particolare, già dalle prime iscrizioni e da le FAQ inviate da ADM, si sono sollevate molte domande e preoccupazioni:

  • Quanti operatori sono già in regola con il Tulps? Degli attuali 35.000-40.000 operatori, quanti riusciranno a iscriversi? Secondo le nostre stime, meno del 5%.
  • Cosa accadrà a chi non si adegua entro la scadenza? La sospensione delle attività sembra inevitabile, con la relativa perdita economica per gli esercenti che hanno investito in tali attività.
  • Ci saranno periodi di adeguamento per ottenere le autorizzazioni necessarie? Al momento, non è ancora chiaro, molti concessionari stanno consigliando di cominciare a richiedere le attività previste dalla determina ma che necessariamente, in alcune regioni a statuto speciale potrebbero comportare tempi lunghi e verifiche sulla pubblica sicurezza.

Sarà possibile richiedere un TULPS specifico? La questione genera molta confusione, e diverse persone stanno cercando di adattarsi o, in alcuni casi, inventando attività che potrebbero rientrare nel quadro normativo, in attesa di chiarimenti e specifiche, come quelle recentemente fornite dalla FIPE. Tuttavia, in alcune regioni italiane, soprattutto quelle con normative particolari o a statuto speciale, potrebbe essere necessario un ulteriore adeguamento.

Albo PVR Proroga: la SCIA non è sufficiente? 

Molti operatori si chiedono se la SCIA possa sostituire il TULPS per l’iscrizione all’Albo PVR.
In altri settori, la SCIA è sufficiente per operare e nel tempo ha sostituito molti TULPS. Per le attività di pubblico esercizio, la segnalazione certificata di SCIA o autorizzazione equilvalgono ,come chiarito da una circolare della Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE), a tale autorizzazione. 

Pertanto, solo i pubblici esercizi in possesso di una SCIA valide, ex TUPLS 86, possono iscriversi all’Albo PVR anche solo con la richiesta, come chiarito da ADM nelle FAQ dedicate all’iscrizione.

Nel 2025, con la proroga dell’obbligo di iscrizione all’Albo PVR, capire quali documenti servono davvero tra SCIA e TULPS è diventato cruciale per non rischiare l’esclusione dalla rete legale
Segui le ultime novità sul PVR 2026.

Albo PVR: cosa succede dopo la sospensione dei termini

Iscriversi all’Albo PVR è un passo importante per continuare ad operare nel settore delle ricariche di conti gioco oggi regolamentate e identificate dalla norma che introduce l’albo. Dicembre 2025 si avvicina, e le scadenze anche se attualmente sospese insieme ai requisiti imposti dall’ADM, metteranno in difficoltà molti operatori e gestori di PVR.

In Italia si è abituati a ricorsi, impugnazioni e continui rinvii, ma il settore del gioco legale ha bisogno di stabilità e soprattutto di un riconoscimento chiaro del PVR, da troppo tempo atteso. Non si può continuare a lavorare nell’incertezza, soprattutto per chi garantisce ogni giorno occupazione, legalità e presidio sul territorio.

La sentenza attesa dal Consiglio di Stato, successiva alla decisione del TAR, ti offre una finestra di tempo per organizzarti, ma è solo questione di tempo prima che l’obbligo di iscrizione diventi effettivo per i nuovi concessionari.

Contattaci per una consulenza e iscriviti per tempo, evitando problemi e interruzioni delle attività.

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